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日志


10月31日

L’ineluttabile inutilità del progresso tecnologico

 

Una giornata di pioggia ha annullato, in termini di migliore qualità della vita e minori sbattimenti di palle, il gap tra me ed un aborigeno neo zelandese. Un aborigeno qualunque, neanche, che so, il più ricco o il più intelligente o quello col pene più lungo. Ed il fatto che comunque nel mondo ci fosse un aborigeno costretto ad arrampicarsi sugli alberi per mangiare una banana o a dover pescare per poter mangiare un tonno anziché aprire una scatola di latta, mi faceva star meglio.

 

Provate a guadare un fiume con una smart o a convincere il vostro suv, a secco, a brucare erba e a ripartire, e poi ditemi chi è lo sfigato. Il fatto che io non abbia una smart conta poco. E niente. Un suv, poi, non so neanche cosa sia (se non che per averlo bisogna avere una busta paga con qualche zero in più di quella di mio padre o, a scelta, essere una donna stronza improntata all’arroganza con sfumature neanche tanto velate di spocchiosa superbia che ha sposato un uomo con una busta paga con qualche zero in più di quella di mio padre)(a questo punto potrei semplicemente dire essere una donna. Ma non voglio arrivare a tanto). Ciò che ha veramente una valenza straordinaria, qui, è il fatto che con un cavallo non avrei dovuto deviare il mio percorso di rientro lungo strade alternative, anch’esse ricoperte d’acqua e non più d’asfalto, rendendo il mio ritorno a casa più simile, nei modi e nei tempi, ma anche filosoficamente, ad un puttan-tour.

 

Non sto ora neanche a discutere circa i vantaggi del cavallo da un mero punto di vista economico (visto i prezzi di auto, benzina e degli arbre magic)(anche perché il cavallo è un animale sì bello che farne una questione monetaria è come, che so, voler masticare lo zucchero filato). E se qualcuno obietta che il cavallo è più lento vuol dire che per vivere fa il custode a Monza, nell’autodromo, e non è costretto a percorrere la tangenziale.

Col cavallo poi ci puoi parlare, lui ti capisce, è comunque un compagno di viaggio. O puoi star li ad ammirare la sua bellezza ed il suo portamento fiero e regale, e lavarlo e spazzolarlo per ore. Il fatto che qualcuno faccia tutto ciò anche con le automobili significa che ho ragione e che l’essere umano è patetico.

 

Si potrebbe nondimeno obiettare che i cavalli caghino ovunque in quantità pantagrueliche. Ma vuoi mettere pestare una grossa merda di cavallo, e cavartela con del turpiloquio dalle marcate venature blasfeme, col respirare minuscole merde cancerogene? Almeno le merde di cavallo sono talmente grosse da poter essere evitate. Smettere di respirare non si può, invece. A meno che il tuo obiettivo non sia ucciderti, ovvio. In maniera più repentina di quanto non facciano già le minuscole merdine cancerogene, intendo. E comunque il papa non vuole che ci si uccida.

 

L’unico vero svantaggio di un animale da soma è l’impossibilità di fare pinne con un pony.

L’unico motivo per cui ho scritto questo post è per dare un contesto più ampio alla frase “il papa non vuole che ci si uccida”. Che poi era il post originale. Ma mi sembrava un po’ poco.

Se qualcuno fosse interessato a donarmi dei soldi mi contatti pure.

Se stai leggendo e non sei interessato a darmi soldi, brucia.

Se sei una donna e leggendo ti è venuta improvvisamente voglia di baciarmi, non esitare a comunicarmelo.

Se stai semplicemente leggendo questo blog, sei comunque bisognoso d’aiuto. Chiamami, ti lascerò il numero della donna di cui sopra per andare insieme da un analista.

Dell'umana stirpe

 

La prossima volta che sento qualcuno dire con sicumera boriosa: “e il regime comunista allora? Non è forse stato peggio?” gli risponderò che un regime comunista è credibile quanto Luca Giurato come giornalista. E' come una democrazia dittatoriale. Un’ossimorosa insensatezza. Non esiste. Di democratico ha solo il nome.

Nazismo e fascismo sono nati come tali, si sono autodefiniti sulla base della loro stessa assurdità ideologica e pragmatica. I regimi comunisti hanno invece preso in prestito idee e concetti sviluppati da illustri pensatori, che venivano pagati per farsi crescere la barba e parlare di mondi irrealizzabili, hanno detto “belle queste idee” senza mai realizzarle e si sono autoproclamati comunisti sulla base di assurdità ideologiche, benché meno pragmatiche, altrui.

Anche il papa si fa portavoce della parola di dio, ma dio se la ride allegramente mentre folda due assi al tavolo e sorseggia armagnac.

Il comunismo è un’idea, anzi, un’ideale. E come tutti gli ideali è irrealizzabile. C’è una sorta di effetto doppler strutturale, uno sfasamento ontologico. Qualunque cazzo di cosa io abbia voluto dire.

 

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Nella foto una militante comunista tenta di fare la spesa barattando.

 

10月25日

Cosa penso della faccenda della scuola bla bla Cossiga...

 

La Gelmini non me la fotterei, sembra una segretaria stitica con le emorroidi e un dito in culo, ma la Carfagna decisamente si. Cossiga lo uccideranno perché ha sputtanato decenni di repubbliche e sequel di repubbliche fratricide e menzognere e gli intitoleranno una piazza e gli dedicheranno un film col figlio di Raoul Bova nel ruolo di Cossiga e Giulio Andreotti nel ruolo di Giulio Andreotti.

 

<<La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare.>> (C. Bukowski)

10月23日

Distribuzione uniforme di amarezza

 

La statistica è una scienza fruttuosa. Ti aiuta a capire che il 50% delle donne non te la darà mai, il 35% la dà già a qualcun altro (e se non lo facesse non te la darebbe comunque), e il 10% sono lesbiche. Il restante 5% deve ancora compiere 18 anni e quando lo farà, non te la darà.

10月22日

Si stava meglio quando si stava meglio

 

L’evoluzione è la più grossa inculata che l’uomo abbia mai subito. Più del papa©, dell’8 per mille e delle cause salvifiche e umanitarie su facebook, tipo il gruppo contro la camorra, quello per sconfiggere il cancro o quello a favore dei diritti per i disabili (che, per inciso, hanno parcheggi gratuiti e riservati ovunque, mentre tu devi sbatterti a trovarlo e sei costretto, la maggior parte delle volte, a lasciarla appesa con una fune d’acciaio al ramo di un albero secolare che chissà come ha deciso di crescere nel bel mezzo del tuo posteggio, proprio sulle strisce blu, e allora diritti un par di palle). Che è un po’ come se Daitarn III decidesse di sparare razzi fotonici nel culo dei mafiosi o Gargamella decidesse di trovare una cura contro il cancro. Patetico e un po’ commuovente.

Si stava sugli alberi a sbucciar banane e ad inghiottire pulci. Gratis.

Ora, con l’evoluzione, siamo costretti a lavorare per mangiare e a dover chiedere il permesso alle donne per farci sesso (oppure a pagarle, o barattare il loro corpo con un paio di scarpe nuove). Vuoi mettere qualche stravaganza estetica o un richiamo sonoro per promuovere la propria fertilità con la lunga trafila cui devi sottoporti oggi per invitare qualsivoglia tizia a cena per poi spendere 80 euro nella speranza che di ritorno in macchina ti faccia un pompino? E magari se le chiedi di fartelo con l’ingoio ti senti anche rispondere che lei mica è una puttana. E tu le dici che ha ragione, che le puttane le paghi, da lei lo pretendi gratis.

Abbiamo perso la coda e ora per mostrare gratitudine o felicità siamo costretti a sorridere. Abbiamo smesso di mangiare il legno però c’è rimasta l’appendice, necessaria per digerirlo, che ora serve solo per infiammarsi e permettere così ai chirurghi di pagarsi la benzina per i loro Suv. Vivere sugli alberi era scomodo, abbiamo pertanto optato, dopo lunghi e faticosissimi secoli di progressi tecnologici e scientifici, per imponenti grattacieli con appartamenti da 6 mq. Abbiamo inventato la pillola del giorno dopo, per evitare che nascano nuovi esseri che nella migliore delle ipotesi diventeranno simpatici solo al compimento del loro ventesimo anno di età (potrebbero sempre diventare come Bruno Vespa), e al tempo stesso una religione che ne vieti l’uso. Abbiamo inventato facoltà che permetteranno a milioni di ragazzi di diventare disoccupati altamente qualificati.

Insomma, mi trovo concorde con la filosofia del si stava meglio quando si stava peggio. Colpa dell’immanente senso di speranza che pervade l’uomo, convinto di volta in volta di andare incontro ad un destino migliore, quando è chiaro che è solo un naufrago in mare che cerca di non affogare bevendo l’acqua che lo circonda.

Oppure siamo i lemmings di dio®.

 

Se dio® legge questo blog, che mi faccia diventare ricco e coi capelli lunghi. Grazie.

 

I non vedenti potranno conoscere il contenuto di questo post contattandomi telefonicamente. Un muto segnalerà lo squillo del telefono con ampi gesti della mano ad un non udente incaricato di leggervi personalmente il post. Per problemi col call center potrete contattare Gasparri.

 

                                                                    ChuckNorris

Nella foto, dio con un lemming.

 

 

 

10月21日

Sull'entropia e le crisi depressive post-parto

 

Per via di quella storia lì ché sembrerebbe che gli uomini amino vendicarsi delle donne che li mollano condividendo con la rete video hard di lor signore, ché già sei stato mollato, almeno non farle pubblicità gratuita. A meno che lei non sia pelosa e morta. Nelle riprese intendo. Io al massimo potrei pubblicare un paio di ricette segrete e vendere su ebay mutandine usate. Sesso non se ne fa da quando i video in rete li avrei dovuti uploadare con l’amiga 500.

Ecco, è per via di quella storia lì che stamane ho preso coscienza  delle mie azioni cogliendo appieno la validità profonda e il pragmatismo positivista delle mie scelte. Bucare le ruote della macchina a tuo padre e scoparmi tua sorella, questa si che è una vendetta. Ed anche se tuo padre non ha la macchina e sei figlia unica non è un problema. Quantomeno non mio.

La testa di cavallo nel tuo letto non c’entra niente, invece. Il tuo dolce pony mi è sempre stato un po’ sul cazzo.

Per quanto concerne il gatto, aveva una forte crisi depressiva da quando la sua micia morì soffocata da una palla di lana in cui avevo infilato aghi unti di veleno, e mi ha pregato, con una bottiglia di bourbon in mano, di schiacciargli la testa contro il muro. Il mio è stato un eroico e nobile gesto. Porre fine alla vita di chi soffre inutilmente. Con fischi e spernacchi al papa.

 

Chi cerca una corrispondenza tra il titolo e il contenuto del post non ne ha capito un cazzo.

Se sei il papa e stai leggendo questo blog, io non esisto. Artemisio è solo un invenzione di un dio minore. Ecco.

10月20日

Sul trascendente e l'immanente

 

L’idea di fare classi di soli alunni stranieri non è di per se razzista. Lo diventa nel momento in cui una mozione del genere viene pensata e  proposta dalla Lega. Voglio dire, gente che va a spasso con maiali al guinzaglio puntini puntini traetene voi le conclusioni. Come pretendere di aver inteso uscire dalla bocca di Borghezio parole sensate e intelligenti invece che il resto del gulasch mangiato a pranzo e una trafila di bestemmie, insulti e parolacce appaiate ai più svariati colori

 

-          dio cane cazzo negro merda puzza musi gialli fogna zozzi stronzi fanculo tutti ebrei

 

Sicuramente potrebbe essere una cosa insulsa, prendere due magrebini un cingalese due filippini e un cinese e mandarli in classe insieme, a imparare l’italiano ed aiutarli ad integrarsi. Un po’ come si è sempre fatto a Roma con gli ebrei, li si è segregati nel ghetto per aiutarli ad integrarsi, giusto? Ovviamente non ci sono riusciti, ma perché sono ebrei, non per altro. In compenso si sono integrati benissimo tra di loro.

Voglio dire, a parte poterci fare una barzelletta, con due magrebini, un cingalese due filippini e un cinese, perché metterli insieme? Non che non serva insegnarlo, l’italiano, ma il grosso lo si impara nella vita di tutti i giorni, dialogando con italiani.

Di rimando è parimente stupido prendere un ragazzo del Bangalore, metterlo in un secondo liceo e dirgli “ciao questa è la tua classe, costui si chiama Dante e, beh si, ecco, ha scritto la divina commedia, anche se non fa ridere e non c’è Billy Cristal. Facci su un bel tema eh!”.

Credo a questo punto sia chiaro il mio pensiero e, se non lo è, o siete Giuliano Ferrara o un ministro della semplificazione legislativa.

Se siete Christian De Sica tirate un magnifico scorreggione risolutore, fatevi una sonora e grassa risata, e chiarite la questione così.

10月16日

Uno dei mille modi di dire cose senza senso

 

Ci stavo pensando ieri. Forse l’altro ieri. Mi è venuto in mente mentre ero in macchina, a scivolare sull’asfalto raccogliendo le vibrazioni sul volante e assorbendole con le mani. Metallo liquido che t’entra dentro. È per questo che guidando ci si innervosisce: si raccolgono tutte quelle vibrazioni senza aver modo alcuno di scaricarle. Se non picchiando la tua fidanzata, i tuoi figli, o il tuo amico ebreo (dovreste sempre averne uno, altrimenti, procuratevelo). Nel naso odore di nano-particelle cancerogene e catrame. La  monotonia e il grigiore della strada è spezzato da pennellate di guardrail grigio, lingotti di tunnel grigi, distese di prati bigi a causa della notte, dal cielo plumbeo e, qui e li, dal verde dei cartelli stradali. Inoltre l’idea di attaccare un poster dei Dik-Dik sul parabrezza si rivela fallace.

Accanto a me vedo passare dio in una Subaru Impreza merrone, con accanto una prostituta da pochi soldi o, forse, sua moglie. Non so. Al collo ha appesa una capezza da 60 kg con attaccata una grossa testa d’oro raffigurante padre pio che ammicca. Indossa una tuta acetata rosso mattone. Mi guarda, mi fa un cenno con la mano ricoperta di anelli. Non sembra molto in forma neanche lui. L’ho riconosciuto dalla barba lunga e dalla targhetta metallica attaccata alla tuta: “dio”. E in quel momento mi viene in mente. Mi viene in mente che in realtà, chi dice che un libro capisce subito se gli piace o no dal grado di interesse che gli suscitano le prime pagine, dice una cazzata. Ché certe cose vanno assimilate con calma. Ad alcune opere va lasciato tempo di metabolizzarle, farle proprie, coglierne l’essenza. Le canzoni, i quadri, una bella donna, la tebellina del sette. Così anche i libri.

Il fatto che possa non averti suscitato interesse fa di te un coglione, magari, ma non di quel libro un brutto libro. Non necessariamente. Non al momento, magari alla fine, ecco. Son gli stessi che ascoltando shine on you crazy diamond dicono che è noiosa “ché dura un quarto d’ora e, cazzo, quell’organo iniziale tutto uguale poi…”.

Provate a giudicare il sesso alla vostra prima scopata, quando vi siete resi conto troppo tardi di esservi montati il sedile della vostra panda; il piacere dell’alcol sulla base della prima volta che vi ritrovate con la testa in un cesso merdoso a contorcevi le budella (yeah man!); berlsuconi al suo primo mandato; calderoli alla sua prima pagina piena zeppa di vocali il primo giorno di scuola (si è iscritto quest’anno alle elementari); ad apostrofare dio come coglione perché guida una Subaru marrone o, essendo lui a dover fare in modo che i deboli non siano sopraffatti dai potenti, quanto meno come inefficiente, se non incompetente.

 

Io sono uno di quelli che smette di leggere il libri alla terza pagina perché “non mi hanno preso”.

 

Dio porta gli occhiali da sole anche di notte.

 

Questo post è sottotitolato alla pagina 777 del televideo.

10月5日

E' che qualcuno gli da anche retta...

 

Il papa non vuol che si usi il preservativo. E posso anche capirlo, d’altronde preferisco senza anche io. Ma il punto è che lui ne vieta l’uso per motivazioni ideo-teo-filo-nazi-cazzologiche. Dubito infatti abbia mai fatto sesso per poter giudicare e, nel caso lo abbia fatto, con bambini in età prepuberale il problema dell’uso di contraccettivi non si pone di certo. Sono però ammessi, altresì raccomandati, metodi naturali come quello di Ogino-Knaus o della temperatura basale. Resistere alla tentazione di mandarlo affanculo e fargli un pernacchio è veramente difficile.

In aggiunta si può sempre uccidere il vostro partner dopo il rapporto, uccidere il papa (prima di avere un rapporto con lui), ricorrere alla vasectomia o eiaculare in buchi diversi dalla vagina (anche sotto il letto va bene o, che ne so, all’interno della vostra chitarra se ne avete una –vi sconsiglio vivamente nel lettore cd). Ma niente roba in lattice cosparsa di vasellina che dio non vuole, poi si incazza e giù piogge di ranocchie e nani con boleri dai baffi verdi, che cristo guarda il lattice no!

 

- dunque pietro, riassumi!

- allora signore dio nostro, niente zaganelle e/o sgrillettate, niente sesso anale, farlo in maniera composta, niente gomiti sul letto e a dormire presto la sera…

- aggiungi niente lattice!

- in che senso?

- non si può usare nulla che sia in lattice: tutine, preservativi…

- …

- …

- e i miei dildo?

- fatteli fare in legno da Giuseppe…

- …

 

Citazione:

<<michel brouillard, una vita passata in meditazione a cercare il senso della vita, dopo sette anni di digiuno e preghiera in un rifugio improvvisato nel deserto, all’alba di un mattino di marzo ha ricevuto una visione in cui dio gli ha rivelato alcuni segreti sulla vita nell’universo. intervistato da una troupe della bbc recatasi sul posto, a proposito del messaggio di dio brouillard ha risposto: “ma che cazzo ne so, parlava in aramaico.”>>